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Se potessi dipingere l’amore, così come lo sento dentro, sarebbe un quadro influenzato da Picasso e Munch: colori essenziali e d’impatto, nelle tonalità del rosso vivo. Un vasto mare che in superficie sembra quieto, ma sotto nasconde vortici immensi, onde che si agitano senza tregua fino a trasformarsi in tsunami capaci di travolgere tutto.
In quel mare nuoterebbero le persone che vivono questo sentimento in modo totale.
Lì in mezzo, mi dipingerei con una luce enorme intorno, perché per me l’amore ti accende, ti rende luminosa, ti fa brillare come un’alba che esplode dalle onde.
Questa figura nuota, beve e si nutre di quel mare senza sosta, come se fosse immersa nel suo liquido primordiale. Osservandola si nota subito che all’altezza del cuore c’è un buco enorme:una voragine che toglie il respiro , pare un pozzo senza fondo che chiede di essere colmato d’amore, di desiderio, di passione. Non sempre però va come si vorrebbe...
Il problema nasce quando questo amore, così pieno, si dirige verso qualcuno che non ricambia con la stessa intensità. Allora tutto il sangue che ti scorre veloce, tutta la passione che ti incendia, tutte le parole — dalle più leggere alle più profonde — perdono peso e valore.
Ti blocchi, perché sai che non arriverà la risposta che desideri.
E ti ritrovi prigioniera, come una Nike di Samotracia senza braccia, con ali troppo fragili per reggere il volo. Così inizi a volare con la fantasia: usi parole leggere, parole che ti fanno danzare sulle punte, che trasformano l’amore in un sogno ottocentesco, rosa, delicato, quasi infantile.
Ma tu lo sai: non ti basta.
Tu vuoi la presenza, il contatto, la voce.
Vuoi la persona che desideri addosso, nella pelle, nel respiro.
Vorresti dimenticarti di te stessa anche solo per una parola dolce al mattino, purché fosse sua.
Vorresti attenzioni che scaldano, che riempiono, che chiudono quella voragine che pulsa sempre.
Ecco cos’è l’amore per me: una ricerca incessante di qualcuno che ci completi, che sappia colmare quella fame di affetto e di desiderio che ci attraversa.
Quando non lo si trova si vaga come anime smarrite, cercando di riempire quel vuoto anche con il minimo: una parola qualunque, un gesto di amicizia, una briciola di cuore da parte della persona che desideri.
Ti accontenti di un semplice “come stai”, quando dentro vorresti qualcuno che provasse la tua stessa fame per te, di tutto ciò che sei.
Qualcuno a cui non basta sfiorarti o pensarti. Qualcuno che ti vuole sua, in esclusiva, perché senza di te non sa stare.
Perché se ami come chi ha un vulcano nello stomaco e un museo nel cuore, non conosci mezze misure.
Nicoletta
19 febbraio 2026